‎"Vedo i fiumi dentro le mie vene, cercano il loro mare, rompono gli argini, trovano cieli da fotografare..

Sangue che scorre senza fantasia porta tumori di malinconia.." - F. De Andrè, Un ottico

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mercoledì 6 febbraio 2013

Apriti, Sesamo!



    E così, nel teatro dove due anni fa avevo visto gli Elii, martedì 29 Gennaio sono ritornato per vedere uno dei più bei concerti visti finora.  [E ne ho visti, eh.]
    Ma in questo post non sarò descrittivo. Non serve.
    Prendete i pezzi della scaletta, (già fantastici di per sé), immaginateveli live, con quattro archi, due chitarre, basso, tastiere, batteria. Allestimento del palco semplice, ma d'effetto.
    Atmosfera unica. L'ottima acustica del teatro è solo un optional.

  1. Un irresistibile  richiamo
  2. Testamento (gran canzone)
  3. Quand'ero giovane
  4. Eri con me
  5. Passacaglia
  6. La polvere del branco
  7. Caliti Junku
  8. Aurora
  9. Il serpente
  10. l'ombra della luce
  11. Danza 1
  12. Lode all'inviolato
  13. Mesopotamia
  14. Prospettiva Nevski
  15. Il mantello e la spiga
  16. Nomadi
  17. La stagione dell'amore
  18. La cura
  19. E ti vengo a cercare
  20. Bandiera bianca/un patriots to arms
  21. l'era del cinghiale bianco
  22. Voglio vederti danzare
  23. Medley anni '70 (Da oriente a Occidente, Aria di Rivoluzione,  Propiedad Proihibida)
  24. Inneres auge
  25. Cuccuruccucù
  26. Giubbe rosse

  27. "Giubbe rosse? Vuoi giubbe rosse? Guarda che la faccio sul serio eh.." - scherzando col pubblico - 
    Segue scena con i musicisti che sfogliano spartiti alla ricerca di giubbe rosse, evidentemente non prevista.


    (Mi scuso per la scarsa qualità delle foto, ma sono state scattate in pellicola e poi scannerizzate.)



    Le canzoni sono state tante, e intense. Non assicuro l'ordine della scaletta, tantomeno che ci siano tutte. Ma credo siano quelle.
    Se faceva anche "il re del mondo" e, chessò, "Sarcofagia" mentre era al sintetizzatore, sarebbe stato il concerto perfetto, ma questi sono gusti personali.
    Lo andavo a vedere per la prima volta, martedì. Ma vi assicuro che non sarà l'ultima.
    Battiato è un artista unico.

sabato 3 marzo 2012

Winter on a solitary beach




"Mare mare mare voglio annegare 
portami lontano a naufragare 
via via via da queste sponde 
portami lontano sulle onde."


No no, nessuna voglia di suicidio, nessuna depressione.
Solo citazioni che calzano a pennello.

Capita a volte che mi venga voglia di prendere e partire, staccare per qualche ora dal mondo. Non dico giorni, no, mi mancherebbero le mie montagne. Mi basta qualche ora. Liberare la mente ancora più di quanto non si riesca a fare quassù, cambiare un po' aria per qualche istante.

Capitano venerdì come ieri, poi. Dopo una settimana impegnativa. Faceva caldissimo nei monti, e io alle 5 ero sceso a Bologna City per fare una consegna  di miei prodotti ad un GAS della zona. Ero in maniche corte, il due di marzo, da non credere.
Consegna veloce, il tempo di due caffè, e poi io e Stella saliamo di nuovo in macchina. Avevamo tutto il resto di pomeriggio libero davanti, anche se erano già le cinque.
Così decidiamo: facciamo la follia! Approfittiamo del bel caldo e del fatto di essere già praticamente in autostrada, e andiamo al mare!
Senza troppo pensarci, imbocchiamo la strada per la località più vicina, o meglio per quella dove sono già stato e sono sicuro d'arrivarci. È quella degli aquiloni nelle tre foto al mare del post "Moleskine".
Arrivati che il sole era già tramontato, atmosfera surreale, paesino vuoto. Parchimetri fasciati, parcheggi tutti vuoti, alberghi chiusi, lampioni accesi, nessuna anima viva i giro. Solo qualche impavido corridore locale che si manteneva in forma lungo le vie di pini marittimi.
Per me era strano ma al contempo bello. Al mare d'inverno non c'ero mai stato, tantomeno di sera, col sole tramontato.
Pensavo che al buio senza sole fosse uno schifo, e non ci fosse neanche da provare ad andarci; tornare in macchina, e tornare a casa.
Invece no. Appena faccio abituare gli occhi al buio, lo spettacolo che vedo mi stupisce. La spiaggia totalmente, ma totalmente deserta. La mezza luna che si specchia sul mare. Lo sciabordare delle onde, l'odore di salsedine, odor di mare.
La pace più assoluta. Chiudo gli occhi e mi godo tutto questo. Tutto il resto è lontano, non esiste in quel momento, sento solo il dolce rumore delle onde, e mi lasco trasportare da queste, respirando la leggera brezza..

"..e l'aria delle cose diventava 
irreale.."

Sarei rimasto ore, davvero, senza mai muovermi, a godere di quello spettacolo. Il mare d'inverno e di sera, non l'avevo mai visto, e ora me ne sono innamorato. Mi sono convinto che l'inverno è forse il periodo più bello per apprezzarlo, nella sua pienezza, nella sua totalità, con la spiaggia vuota da qualsiasi cosa.
Mentre d'estate è un posto caotico e rumoroso, d'inverno cambia pelle, ed è al massimo della sua pace e naturalità. D'inverno è autentico, è puro. Ma finchè non l'ho visto, non avrei mai potuto immaginarmelo.

Purtroppo ho dovuto abbandonarlo poco dopo, giusto il tempo di una foto al volo, con la promessa di tornarlo a trovare prima che l'inverno finisse..


Sembra giorno, ma in realtà erano le otto e un quarto di sera, ed era praticamente buio pesto, non fosse stato per la luna che faceva una leggera luce, non appena gli occhi si erano abituati al buio.. quel puntino luminoso lassù dovrebbe essere Saturno..