‎"Vedo i fiumi dentro le mie vene, cercano il loro mare, rompono gli argini, trovano cieli da fotografare..

Sangue che scorre senza fantasia porta tumori di malinconia.." - F. De Andrè, Un ottico

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domenica 24 febbraio 2013

La terra stanca, sotto la neve..


In questi giorni di copiose nevicate, dove l'unica cosa da fare è spalare per riuscire a mettere la testa fuori dall'uscio di casa, mi passa per la testa questa canzone bellissima.
Dovete sapere che io sono uno di quelli che quando ha un motivetto per la testa, non se lo leva per giorni.
Quindi questo, dato che è un motivetto che, accompagnato da un bel testo, si può definire Buona Musica, lo condivido volentieri.


Sale la nebbia sui prati bianchi 
come un cipresso nei camposanti 
un campanile che non sembra vero 
segna il confine fra la terra e il cielo. 

Ma tu che vai, ma tu rimani 
vedrai la neve se ne andrà domani 
rifioriranno le gioie passate 
col vento caldo di un'altra estate. 

Anche la luce sembra morire 
nell'ombra incerta di un divenire 
dove anche l'alba diventa sera 
e i volti sembrano teschi di cera. 

Ma tu che vai, ma tu rimani 
anche la neve morirà domani 
l'amore ancora ci passerà vicino 
nella stagione del biancospino. 

La terra stanca sotto la neve 
dorme il silenzio di un sonno greve 
l'inverno raccoglie la sua fatica 
di mille secoli, da un'alba antica. 

Ma tu che stai, perché rimani? 
Un altro inverno tornerà domani 
cadrà altra neve a consolare i campi 
cadrà altra neve sui camposanti. 



Condivido anche il video, anche se sono dell'idea che non ci sia niente di meglio che fare propria la canzone che si ascolta, se piace; immaginare le parole, il contesto, l'ambientazione. Immergersi nella canzone. E i video, pur anche solo di immagini, in questo penalizzano sempre.




Un abbraccio nevoso, cari amici!
A.

mercoledì 6 febbraio 2013

Apriti, Sesamo!



    E così, nel teatro dove due anni fa avevo visto gli Elii, martedì 29 Gennaio sono ritornato per vedere uno dei più bei concerti visti finora.  [E ne ho visti, eh.]
    Ma in questo post non sarò descrittivo. Non serve.
    Prendete i pezzi della scaletta, (già fantastici di per sé), immaginateveli live, con quattro archi, due chitarre, basso, tastiere, batteria. Allestimento del palco semplice, ma d'effetto.
    Atmosfera unica. L'ottima acustica del teatro è solo un optional.

  1. Un irresistibile  richiamo
  2. Testamento (gran canzone)
  3. Quand'ero giovane
  4. Eri con me
  5. Passacaglia
  6. La polvere del branco
  7. Caliti Junku
  8. Aurora
  9. Il serpente
  10. l'ombra della luce
  11. Danza 1
  12. Lode all'inviolato
  13. Mesopotamia
  14. Prospettiva Nevski
  15. Il mantello e la spiga
  16. Nomadi
  17. La stagione dell'amore
  18. La cura
  19. E ti vengo a cercare
  20. Bandiera bianca/un patriots to arms
  21. l'era del cinghiale bianco
  22. Voglio vederti danzare
  23. Medley anni '70 (Da oriente a Occidente, Aria di Rivoluzione,  Propiedad Proihibida)
  24. Inneres auge
  25. Cuccuruccucù
  26. Giubbe rosse

  27. "Giubbe rosse? Vuoi giubbe rosse? Guarda che la faccio sul serio eh.." - scherzando col pubblico - 
    Segue scena con i musicisti che sfogliano spartiti alla ricerca di giubbe rosse, evidentemente non prevista.


    (Mi scuso per la scarsa qualità delle foto, ma sono state scattate in pellicola e poi scannerizzate.)



    Le canzoni sono state tante, e intense. Non assicuro l'ordine della scaletta, tantomeno che ci siano tutte. Ma credo siano quelle.
    Se faceva anche "il re del mondo" e, chessò, "Sarcofagia" mentre era al sintetizzatore, sarebbe stato il concerto perfetto, ma questi sono gusti personali.
    Lo andavo a vedere per la prima volta, martedì. Ma vi assicuro che non sarà l'ultima.
    Battiato è un artista unico.

mercoledì 4 agosto 2010

Pensieri sulla collina



A volte penso che vorrei essere proprio come quel suonatore Jones:
Vorrei donare la faccia al vento, la gola al vino
E mai un pensiero
Non al denaro, non all'amore, né al cielo.
So che vivrei davvero sereno.

E senza nemmeno un rimpianto.

domenica 4 luglio 2010

Calde sere emiliane, temporali improvvisi e Guccini

È davvero impressionante come un temporale possa cambiare l'ordine delle cose in un batter d'occhio. E come abbia cambiato la giornata di oggi: dall'immobile calura soporifera al vento che sbatteva tutto quello che trovava mentre Giove pluvio scatenava giù pioggia e tuoni. Non mi dispiace, se devo dire la verità. Un po' di freschezza, anche se violenta, ci voleva!
Anche se mi avrebbe fatto più piacere ieri sera, che quando ti metti a fare tipo 210 pizze attaccato a un forno, un po' di fresco farebbe piacere. Ma non si può avere tutto dalla vita, a parte correre subito a casa per farsi una doccia fotonica ghiacciata appena finito il lavoro.
L'estate è bella anche per questo, anche quando te sei fuori e il sole di mezzogiorno ti batte forte sul coppino. Che quando fa così penso a chi sta in pianura: come fanno? Come staranno quelli che in quel momento si trovano tipo a Rovigo, tra afa e zanzare? E gli altri di Modena? Chissà come son messi..
Di sicuro qua in montagna si sta meglio e si soffre meno, anche da un punto di vista climatico, nessun dubbio!
E a Modena ci siamo giusto scesi l'altra sera, e faceva caldo, molto caldo, ma ne è valsa la  pena. Il 106 express parte regolarmente da Roffeno's Rock e fa tappa a Zocca City e Spilamberto, per caricare i compagni di concerto Erica ed Alle, e arriva senza intoppi in quel di Modena. Il concerto era ovviamente quello del maestrone Guccini, grande evento, e data quella del 30 giugno di cui mi ricorderò sicuramente a lungo.
Modena devo dire è sempre bella, e la piazza per l'occasione era gremita. Ho letto su alcuni articoli dire di seimila, settemila, addirittura ottomila persone. Ho letto pure che c'erano il Liga, Vinicio Caposela, Vasco (Vasco?) Enzo Iacchetti ecc.
Ma non li ho visti, io ero la per vedere il Guccio e devo dire mi sono divertito un bel po'. Concerto fantastico! Ovviamente cominciato con Canzone per un'amica. Degno di nota il momento in cui Guccini ne stava parlando per introdurla dicendo "Eravamo.." e durante la pausa (probabilmente indotta dai fans) io e uno sconosciuto seduto vicino abbiamo intonato Cara ti amo degli Elio: "Eravamo fidanzati... Po o o o oiiiiii" poi il Guccio ha ripreso il discorso.. "Eravamo a Milano per registrare il disco..." e il concerto è iniziato.
Ed è proseguito con Il tema, Noi non ci saremo, la Canzone delle osterie di fuori porta, Canzone quasi d'amore, Ti ricordi quei giorni, Incontro, nonostante il pubblico avesse richiesto a gran voce Piccola città (e pure io ci speravo); Farewell, Eskimo e due inediti molto belli: il testmento di un pagliaccio e Su in collina, canzone tradotta da una poesia bolognese sulla Resistenza. E poi via con altri capolavori: Don Chisciotte, cantata con Flaco, Il vecchio e il bambino, Auschwitz, Dio è morto, Cirano e ovviamente in chiusura la Locomotiva. Le ultime tre devo dire le ho cantate con molto piacere.
Il buon Guccio era in forma, non ha risparmiato battute e dialoghi col pubblico, e durante il concerto son venuti fuori anche due siparietti davvero divertenti: uno è stato l'esecuzione di Vince Tempera di "Ufo robot", l'altro, che secondo me è stato una vera chicca, l'esecuzione di Guccini con un amico modenese di vecchia data di Be bop a lula, vecchio pezzo di Rock classico, dove Guccini ha tirato fuori un inaspettato stile roccheggiante.. E devo dire buona parte del concerto lo è stata, roccheggiante, più veloce e apprezzabile delle canzoni in studio. Talmente veloce che il concerto è passato davvero in fretta e, nonostante le proteste del pubblico, a mezzanotte meno dieci Guccini ha sfoderato La locomotiva: e vedere i pugni alzati di gente dai venti ai sessant'anni sembra davvero qualcosa di incredibile...
Poi dopo il passaggio della locomotiva erano rimaste soltanto bottiglie di vino vuote e carte varie sui sassi della piazza modenese...
E io continuavo a canticchiarmi le canzoni del Guccio..
Una bella serata emiliana, insomma, calda ma bella! Il giorno dopo c'è chi doveva studiare e chi si doveva alzar presto per lavorare, ma ne è valsa la pena.
E anche qui, ora è tornato bello, il temporale di prima mentre scrivevo si è spostato altrove, ed è tornato il sole.
Mi sa che si prevede un'altra calda serata emiliana...

giovedì 6 maggio 2010

Non-poesie #1 - matematica applicata a...



Non so se troverò mai
la giusta metà
mi basterebbe anche un quarto
un ottavo
Più invecchio, più ci penso
Forse il problema è che 
ultimamente
non sopporto
la matematica


venerdì 12 marzo 2010

Microracconto





La ragazza è triste.
Si dirige verso la panchina in penombra sotto la quercia nana, e ci si siede.
La ragazza scoppia a piangere, con la testa tra le mani e i gomiti puntellati sulle ginocchia.
Dalla panchina sotto la quercia nana, si può intravedere la pianura sottostante, sentendosi liberi e avendo quasi la sensazione di dominarla.
Ma la ragazza non ci fa caso, non la può vedere, perché le lacrime uscite dall'umore dei suoi occhi coprono qualsiasi cosa, e continua a piangere credendo di non essere vista.
Ma qualcuno l'ha vista e gli si siede accanto.
Un volto amico ora dice alla ragazza che è molto più bella quando sorride.
Quando i suoi occhi sono felici e fanno uscire luce, e non lacrime.
La ragazza continua a piangere, ma ora è felice. Ora apre gli occhi e sorride.
E lo sguardo della ragazza, si riempì di arcobaleni.



giovedì 25 febbraio 2010

Droga espressa (in poesia con molti fondi)





Che sia sole o pioggia,
fuori o dentro,
non importa
Sorbo con gli occhi socchiusi
e come d'incanto
mi perdo, in un momento
tra caffeina e toni succosi
Mi tingo l'anima d'adrenalina
Osmosi chimica di buonumore

domenica 7 febbraio 2010

chi pirata, chi pescatore...





partendo
senza meta,
inesperti,
cerchiamo attracco
a sponde sicure
per poi ripartire
più arguti
a solcare le acque 
della vita.
Siamo tutti
lupi di mare




giovedì 7 gennaio 2010

Parole dentro la stanza...




Non è arte, è follia:
questo è quello che può succedere quando uno pseudo bravo studente come me prova a mettersi sui libri con scarsi risultati...

mercoledì 30 dicembre 2009

Poesia n°2 (vi prometto che smetto)





A cosa serve
la poesia
spiegare
la follia
o a far uscire
un bambino
disperso
nel destino
nella vita
nella sua monotonia
nella sua ordinarietà
a farlo scappare via
a farlo salire
sulla vetta più alta
per gridare:
Libertà


domenica 8 novembre 2009

Poesia di una piovosa domenica d' autunno

Nel colorato grigiore
di questo giovane giorno
foglie piovono
assieme all'anonimo umore
del tempo

Ma non c'è malinconia.
Un falco solitario
in lontananza vola,
alto,
sopra questa fredda
pioggia autunnale




A presto visitors... buona domenica!!!