"Vedo i fiumi dentro le mie vene, cercano il loro mare, rompono gli argini, trovano cieli da fotografare..
Sangue che scorre senza fantasia porta tumori di malinconia.." - F. De Andrè, Un ottico
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domenica 24 febbraio 2013
La terra stanca, sotto la neve..
In questi giorni di copiose nevicate, dove l'unica cosa da fare è spalare per riuscire a mettere la testa fuori dall'uscio di casa, mi passa per la testa questa canzone bellissima.
Dovete sapere che io sono uno di quelli che quando ha un motivetto per la testa, non se lo leva per giorni.
Quindi questo, dato che è un motivetto che, accompagnato da un bel testo, si può definire Buona Musica, lo condivido volentieri.
Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.
Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.
Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.
Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.
La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.
Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.
Condivido anche il video, anche se sono dell'idea che non ci sia niente di meglio che fare propria la canzone che si ascolta, se piace; immaginare le parole, il contesto, l'ambientazione. Immergersi nella canzone. E i video, pur anche solo di immagini, in questo penalizzano sempre.
Un abbraccio nevoso, cari amici!
A.
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mercoledì 6 febbraio 2013
Apriti, Sesamo!
- Un irresistibile richiamo
- Testamento (gran canzone)
- Quand'ero giovane
- Eri con me
- Passacaglia
- La polvere del branco
- Caliti Junku
- Aurora
- Il serpente
- l'ombra della luce
- Danza 1
- Lode all'inviolato
- Mesopotamia
- Prospettiva Nevski
- Il mantello e la spiga
- Nomadi
- La stagione dell'amore
- La cura
- E ti vengo a cercare
- Bandiera bianca/un patriots to arms
- l'era del cinghiale bianco
- Voglio vederti danzare
- Medley anni '70 (Da oriente a Occidente, Aria di Rivoluzione, Propiedad Proihibida)
- Inneres auge
- Cuccuruccucù
- Giubbe rosse
E così, nel teatro dove due anni
fa avevo visto gli Elii, martedì 29 Gennaio sono ritornato per vedere uno dei
più bei concerti visti finora. [E ne ho
visti, eh.]
Ma in questo post
non sarò descrittivo. Non serve.
Prendete i pezzi
della scaletta, (già fantastici di per sé), immaginateveli live, con quattro
archi, due chitarre, basso, tastiere, batteria. Allestimento del palco
semplice, ma d'effetto.
Atmosfera unica.
L'ottima acustica del teatro è solo un optional.
"Giubbe rosse?
Vuoi giubbe rosse? Guarda che la faccio sul serio eh.." - scherzando col pubblico -
Segue scena con i
musicisti che sfogliano spartiti alla ricerca di giubbe rosse, evidentemente
non prevista.
Le canzoni sono
state tante, e intense. Non assicuro l'ordine della scaletta, tantomeno che ci
siano tutte. Ma credo siano quelle.
Se faceva anche
"il re del mondo" e, chessò, "Sarcofagia" mentre era al
sintetizzatore, sarebbe stato il concerto perfetto, ma questi sono gusti
personali.
Lo andavo a vedere
per la prima volta, martedì. Ma vi assicuro che non sarà l'ultima.
Battiato è un
artista unico.
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giovedì 27 dicembre 2012
Auguri Puntualissimi
Diciamo che chi mi conosce bene, potrebbe testimoniare a riguardo della mia 'si poco spiccata puntualità.
Vi assicuro che ho sempre una scusante plausibile e professionale pronta, comunque sia.
Il preambolo per farvi i miei più sinceri auguri di Natale, di solstizio, di nuovo anno. Di tutto il bene possibile.
Non credo sia già troppo tardi per gli auguri di Natale; in fondo in questi giorni, da qui all'Epifania, si respira un'aria quasi magica, per chi ha un minimo di sensibilità, al di là delle lucine e delle cose frivole.
Mi piace sempre pensare, e questo fin da quando sono bambino, mi ha sempre reso felice, che da qui in avanti, le giornate cominciano ad allungarsi. Questo mi ha sempre riempito di positività, dal Natale, la primavera era molto più vicina, anche se in realtà è appena cominciato l'inverno.
Io, dal mio canto, tento sempre di essere positivo il più possibile.
Sappiate che non sono morto, sono vivo e attivo, anche se poco ormai nel mondo virtuale. Ma ciò che mi verrebbe da scrivere il più delle volte quando sento il bisogno di scrivere, oramai, sono sfoghi e grandi o piccole incazzature, al che, ve le risparmio volentieri. Meglio per tutti leggere cose più concrete e utili di un vaffanculo.
Quindi sappiate che prima o poi, a breve o tra molto, il contadino tornerà con nuovi post, possibilmente ispirati. Per ora mi ritiro nella mia caverna di montagna.
[Se continuo con queste fesserie, finirete per farvi un'idea orribile degli agricoltori montanari.]
Davvero amici, un abbraccio a tutti voi, e ancora tanti auguri.
Buon Tutto.
A.
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giovedì 17 maggio 2012
Le prime cose che mi sono venute in mente, con pennellate di giallo
Non ho
niente di particolare da scrivere in questo periodo. O meglio, forse ho troppo
da dire, che non so da dove cominciare. Quindi, vista la mia mancanza di tempo
da dedicare al blog (ahimè) lascio stare.
Ergo
questo post serve a dirvi che sono ancora vivo, che vi penso di tanto in tanto
(sul serio eh).
Vorrei
poter scrivere qualcosa di bello, in modo che alla fine di questo post ve ne
andiate con qualcosa di buono; magari mi è capitato di farlo a volte, qui,
magari ho anche talento, mah, chissà, rispetto alla media di tante cagate
scritte che hanno successo; ma non è questo il giorno. È un periodo un po' difficile,
"stressante" direbbe qualcuno. Richiede molte energie, mentali e
fisiche. Le fisiche, materiali, le prendo dalla pasta e dalla prima colazione.
Le mentali le prendo da quello che mi sta intorno, qui, silenzioso. È pieno di
cose belle qui. Giorno dopo giorno, sono sempre più innamorato di queste
montagne. Qui ora è tutto verde e giallo. Verdi sono i campi di medica che
saranno a breve sfalciati, verdi sono i campi di grano che tra un mese
vireranno all'oro, verdi sono gli alberi, all'apice della loro virilità. E in
mezzo a tutto ciò ora c'è il giallo del tarassaco e di miliardi di ranuncoli,
che vanno a dare qua e là vangogghiane pennellate di giallo al paesaggio,
riempiendo letteralmente i prati di luce, tant'è che farebbero innamorare di
queste montagne anche il più ostinato e schizzinoso abitante di città. Questo è
cibo per l'anima, che si mangia rigorosamente con gli occhi. E con un pizzico
di naso, se ci si trova vicino al biancospino in fiore, che mentre guardi il
giallo dei campi e dei boschi, ti fa arrivare alle papille il dolce sapore
della primavera. Altra magia gialla qui è il maggiociondolo in fiore, certi
posti ne son pieni; e come se non bastasse, a ravvivare i calanchi sempre così
tristi, ci sono ora le ginestre, sempre gialle, in piena fioritura. Qui è l'ora
del giallo, e Agatha Christie non c'entra; è il periodo più giallo dell'anno.
Quand'ero
piccolo i miei mi davan le vitamine, la pappa reale, perché maestri e
professori dicevano sentivo la primavera, e avevo un calo d'attenzione e di
rendita (e vorrei ben vedere con queste giornate, in culo allo studio, direi
ora, "cara maestra", citando Tenco) ora mi rendo conto che tutta
l'energia di cui ho bisogno la prendo proprio da qui, da queste cose
meravigliose che vedo, dall'aria che respiro, dall'energia e la voglia di fare
che mi creano dentro. L' energia di cui abbiamo bisogno è dentro di noi.
Vitamine e integratori vari sono solo un'illusione, ci serve solo uno stimolo
per farci sentire vivi, forti, capaci di spaccare il mondo. Qui vedo gente che
non ha certo vent'anni, ma magari quattro volte tanto, e ha tutto questo. Perché
quello stimolo è solo dentro di noi. Basta cercarlo, sentirlo, cavalcarlo..
E sto
provando a cavalcare il possibile ora. Con qualche ostacolo non ho certo
rinunciato a cavalcare qualche utopia realizzabile. Avevo avuto l'idea di
abbandonare l'uni a poco dalla fine, causa lavoro e pochi soldi; ora voglio
riprendere nonostante sia più difficile che mai, ma si sa, volere è potere, e
ho capito che è la cosa giusta da fare.
Vorrei
poi far capire a tante pecore che sono convintissime che Monti sia l'unica
soluzione per uscire dalla crisi che non è così, che c'è un'alternativa, a
differenza di quello che credono loro. Che i suicidi che si stanno consumando
giorno dopo giorno sono un chiaro sintomo di malessere sociale, nonostante i
suicidi ci fossero anche prima di questo governo tecnicamente criminale. In
particolare è una frecciatina a quelli che si definiscono di sinistra o
addirittura "comunisti" e che sostengono che Monti sia indispensabile
e stia facendo bene. Uno, con tutte le misure che sta adottando, richieste
dall'alto dei vermi europei, questo è uno dei governi più nazifascisti di
sempre, per tutta la macelleria sociale e la libertà che sta togliendo al
popolo. Perché se prima ce n'era poca, ora la democrazia sembra un ricordo
lontano. Perché sta creando tensione e terrore. Quindi tacete, per favore, fate
più bella figura. Due: con questo discorso di "valori" di destra e
sinistra, avete rotto i coglioni. Foste un minimo intelligenti, capireste che
destra e sinistra sono ormai solo due parole che portano dietro ideologie
riciclate create per fare la guerra tra noi poveri, mentre dall'alto delle
gerarchie sociali ridono di tutto ciò e fanno il possibile perché questo
continui, perché altrimenti loro non avrebbero più potere. E poi,
questamminghia di crisi, da chi sarà mai stata causata? Ve lo siete mai
chiesti, mai? No eh? Scusate lo sfogo, ma dopo un po' che sento stronzate mi
ribolle il sangue. Magari non sarete d'accordo con me, magari non sono
simpatico, ma questo è quello che penso. Purtroppo ho poco tempo, sto scrivendo
tutto di getto e mi piacerebbe approfondire di più..
Io
comunque, nel mio piccolo, provo a fare quello che ritengo giusto. Queste idee
le metto nella pratica; come produttore, vendo ai GAS, credo nella decrescita,
nella sovranità alimentare, nel commercio locale diretto e a km zero, ecc. Io
posso fare solo questo, per ora, ma se ognuno nel suo piccolo adottasse certe
misure "contro il sistema" già
si comincerebbe a fare una piccola rivoluzione pacifica e silenziosa..
Ho
scritto le prime cose che mi son venute in mente, poi, del resto, ce ne
sarebbero molte altre..
Vi ho
annoiato.
L'avevo
detto, volevo ve ne andaste con qualcosa di bello, allora dato che non sono
riuscito a darvelo con le parole, ci provo con qualche foto quadrata..
![]() |
| [pigna a Pinarella di Cervia] |
![]() |
| [il gatto nel sacco] |
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| [alcune delle mie bestiole al pascolo] |
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| [Kissed by the rain] |
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| [Modena, zona Gramsci/stazione, al tramonto] |
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| [Microzoo] |
![]() |
| [Pinarella di Cervia] |
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| [San Gimignano] |
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| [visioni dall'alto, sempre a San Gimignano] |
![]() |
| [Pinarella] |
![]() |
| [Angelo custode, Pinarella] |
![]() |
| [questa è stata fatta quasi due settimane fa, per darvi l'idea di quello che andavo scrivendo sopra. Appennino emiliano] |
Come avrete intuito, e per chi non fosse pratico lo dico io, si, sono su Instagram, e mi piace anche. Se vi va di vedere altre foto, io sono @andreaborx , ora scappo, nel giallo di quassù..
Ciao!
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sabato 3 marzo 2012
Winter on a solitary beach
"Mare
mare mare voglio annegare
portami
lontano a naufragare
via
via via da queste sponde
portami
lontano sulle onde."
No
no, nessuna voglia di suicidio, nessuna depressione.
Solo
citazioni che calzano a pennello.
Capita
a volte che mi venga voglia di prendere e partire, staccare per qualche ora dal
mondo. Non dico giorni, no, mi mancherebbero le mie montagne. Mi basta qualche
ora. Liberare la mente ancora più di quanto non si riesca a fare quassù,
cambiare un po' aria per qualche istante.
Capitano
venerdì come ieri, poi. Dopo una settimana impegnativa. Faceva caldissimo nei
monti, e io alle 5 ero sceso a Bologna City per fare una consegna di miei prodotti ad un GAS della zona. Ero in
maniche corte, il due di marzo, da non credere.
Consegna
veloce, il tempo di due caffè, e poi io e Stella saliamo di nuovo in macchina.
Avevamo tutto il resto di pomeriggio libero davanti, anche se erano già le
cinque.
Così
decidiamo: facciamo la follia! Approfittiamo del bel caldo e del fatto di
essere già praticamente in autostrada, e andiamo al mare!
Senza
troppo pensarci, imbocchiamo la strada per la località più vicina, o meglio per
quella dove sono già stato e sono sicuro d'arrivarci. È quella degli aquiloni
nelle tre foto al mare del post "Moleskine".
Arrivati
che il sole era già tramontato, atmosfera surreale, paesino vuoto. Parchimetri
fasciati, parcheggi tutti vuoti, alberghi chiusi, lampioni accesi, nessuna anima viva i giro.
Solo qualche impavido corridore locale che si manteneva in forma lungo le vie
di pini marittimi.
Per
me era strano ma al contempo bello. Al mare d'inverno non c'ero mai stato, tantomeno di sera,
col sole tramontato.
Pensavo
che al buio senza sole fosse uno schifo, e non ci fosse neanche da provare ad
andarci; tornare in macchina, e tornare a casa.
Invece
no. Appena faccio abituare gli occhi al buio, lo spettacolo che vedo mi stupisce. La spiaggia totalmente, ma totalmente deserta. La mezza luna che si specchia sul mare. Lo sciabordare delle onde, l'odore di salsedine,
odor di mare.
La
pace più assoluta. Chiudo gli occhi e mi godo tutto questo. Tutto il resto è
lontano, non esiste in quel momento, sento solo il dolce rumore delle onde, e mi
lasco trasportare da queste, respirando la leggera brezza..
"..e l'aria
delle cose diventava
irreale.."
Sarei
rimasto ore, davvero, senza mai muovermi, a godere di quello spettacolo. Il
mare d'inverno e di sera, non l'avevo mai visto, e ora me ne sono innamorato.
Mi sono convinto che l'inverno è forse il periodo più bello per apprezzarlo,
nella sua pienezza, nella sua totalità, con la spiaggia vuota da qualsiasi
cosa.
Mentre
d'estate è un posto caotico e rumoroso, d'inverno cambia pelle, ed è al massimo
della sua pace e naturalità. D'inverno è autentico, è puro. Ma finchè non l'ho
visto, non avrei mai potuto immaginarmelo.
Purtroppo
ho dovuto abbandonarlo poco dopo, giusto il tempo di una foto al volo, con la
promessa di tornarlo a trovare prima che l'inverno finisse..
Sembra giorno, ma in realtà erano le otto e un quarto di sera, ed era praticamente buio pesto, non fosse stato per la luna che faceva una leggera luce, non appena gli occhi si erano abituati al buio.. quel puntino luminoso lassù dovrebbe essere Saturno..
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domenica 12 febbraio 2012
Hungry birds..
..
& angry snow
Emilia Romagna. Emilia. Appennino bolognese, appennino modenese. Circa ottocento
m.s.l.m.
Una
zona dove di neve ne è venuta, non c'è che dire; ora siamo a oltre due metri. E continua.
Altro che - non me ne vogliano i romani -
Roma! Ridicoli loro, ma soprattutto ridicoli giornalisti e telegiornali che ne
parlano come se fosse il circolo polare artico. Qua e in Romagna, la situazione
è un tantino più complessa, sono crollati tetti, non si sa più dove mettere la
neve, scoppiano i tubi dell'acqua. Ad
esempio. Così tanta neve in così poco tempo, io non la ricordo.
Forse
neanche loro.
Ma
loro non lo fanno pesare a nessuno, anche se forse sono i più colpiti. Loro, e
la fauna in generale.
Loro
se ne stanno lontani da polemiche, uomini di finanza, uomini che causano le
crisi, uomini che si "dimettono da rockstar", insomma dagli uomini in
generale. Stanno lontani dai rumori strani, dalle persone arrabbiate. Loro
stanno in silenzio; cinguettano, tutt'al più.
Se
potessero parlare, direbbero al massimo che hanno fame. Non credo sarebbero
così stronzi da spifferare tutti i segreti che porta loro il vento. Non sono
esseri umani. Per questo ne scappano.
Hanno
paura di noi perché siamo stronzi, in fondo.
Però
in questi giorni, con questa neve che nasconde loro il cibo, con le raffiche
che non li fa volare, prendono il rischio.
Provano
a fidarsi un po' degli esseri umani. Standoci ben lontani, si capisce.
![]() |
| Cinciallegre |
Ma
la stessa felicità la si osserva anche nell'essere umano che li sta a guardare
dietro i vetri della finestra, stando attento a non farsi scoprire. Forse si
crea un infinitesimo legame in tutto questo. Qualcosa che accorcia le distanze
di paura tra loro e l'uomo. Forse per qualche istante l'armonia che dovrebbe
trionfare in natura tra l'essere umano e la madre terra, si fa sentire davvero.
Allora
non resisto più. Il solo osservarli da dietro un vetro non mi basta.
Io sono libero come loro.
Io
voglio sentire ancora di più quell'armonia.
Vorrei
dire loro che mi piacerebbe volarci assieme, che non voglio far loro del male.
Ci provo,a modo mio. Mi armo della modesta reflex, e vado a caccia d'armonia.
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lunedì 16 gennaio 2012
Moleskine
Un altro giorno ancora sta passando, e arriverà sera.
Stanco,
ma sereno, tornerò dal lavoro della fattoria, mi farò una doccia, e cenerò,
pensando che è arrivata sera in un baleno, e domani avrò altre cose belle da
fare.
Pensando
che spesso mi passa troppo in fretta, questo tempo tiranno. Ti svegli al
mattino che fuori è ancora buio, ed è subito sera.
Tempo
che mi manca anche per fare le cose più banali,come cambiare agenda.
Non
ho ancora avuto tempo di farlo, o forse non ne ho ancora avuto il coraggio.
È
un'agenda un po' particolare, quella che finisce il 31 Dicembre 2011.
Inizia
il 28 Giugno 2010. Il giorno dopo è una data importante, quello dopo ancora,
un'altra data che a fatica mi scorderò; una Modena caldissima, un concerto
bellissimo di Guccini in piazza grande.
Il
bello della Moleskine, il motivo per cui la uso da anni, è che è piccolissima;
in una paginetta sottile, ci sta una settimana intera, e in due minuti ti
sfogli più di un anno e mezzo di vita.
È
per questo che faccio fatica a cambiarla. Perché mentre il tempo passava, in
questo anno e mezzo di agenda, sono cambiato anche io. È cambiata in qualche
modo la mia vita.
Sono,
in qualche modo, maturato. Ho acquistato nuove e più importanti responsabilità.
Così
vado avanti a sfogliare, e leggo citazioni memorabili, come "Non credere
che io sia proprio un iceberg! Quella è solo una copertura.." [Stella]
(In
effetti devo ammettere che all'inizio, le prime volte che ci vedevamo, io e
Stella eravamo due bei cubetti di ghiaccio, anche un po' impacciati, nonostante
l'età adulta e il fatto che sentivamo già di aver trovato in noi una persona
speciale, unica..)
Leggo
di una festa dell'unità in un paesino di montagna dove la banda locale suonava
"La polka del diavolo", e quanto ci aveva fatto ridere quando lo
dissero. Quella stessa sera che abbiamo preso la via principale del paesino in
contromano..
Leggo
di quella festa della birra, e di quella volta che siamo andati a vedere
"Alice in wonderland". Lì c'è una stellina. Nei giorni importanti,
dove era successo qualcosa d'importante, ci mettevo sempre una stellina.
E
quella domenica che siamo andati a vedere quel concerto d'arpe dentro la rocca
di Vignola; o quella volta che, mi vergogno a dirlo, rimasi a piedi per strada
perché avevo finito la benzina. Fu un sabato sera epico, a dir poco
alternativo; con altrettanta vergogna, chiamai Stella, che stavo andando a
trovare, ed era anche la persona più vicina che mi poteva aiutare. Avevo delle
bottigliette d'acqua e una bottiglia mezza piena di Pampero invecchiato in
macchina. Per fortuna. Senza pensarci troppo, le svuotai sul prato (m'ero
fermato ai margini di una strada di montagna, ndr) e con la sua macchina
andammo al primo self più vicino, riempiendo le bottiglie e facendo così
benzina, in modo molto spartano, una volta tornati indietro alla mia macchina.
Ripetemmo l'operazione per ben due volte. Ma non bastò; ricordo bene che
spingemmo con tutte le forze la macchina in strada, per metterla in piano e far
arrivare la benzina agli iniettori, dato che sul prato era inclinata e non
arrivava niente, non mettendosi in moto. Alla fine ce la facemmo. Mi sentivo
molto come il narratore dell'amaro montenegro, anche se poi puzzavo di benzina
che facevo schifo.
Andando
avanti con le pagine, leggo della laurea del mio migliore amico. Leggo di
quando sono andato a Firenze per visitare gli Uffizi. Se ci ripenso resto
ancora a bocca aperta. Che spettacolo..
Nel giorno in cui l'ho presa, c'è ancora lo scontrino della reflex. Ovviamente per motivi economici, una reflex entry level vecchia e usata. Ma chissenefrega, quante foto di gusto ho fatto finora, e quante cose sulla fotografia ho imparato! Come le centinaia di foto che feci quando siamo andati a vedere gli aquiloni al mare; mi sembrava d'essere tornato bambino, mi sono sempre piaciuti gli aquiloni..
E così vado avanti, avanti, fino a quei tre giorni in Toscana: San Gimignano, Volterra, San Galgano e la sua spada nella roccia, Monteriggioni.. Me ne sono innamorato, della Toscana! Sono stati tre giorni importanti, tra l'altro.
Poi
sfoglio ancora, e vedo tutti gli appunti e gli appuntamenti di lavoro. Schizzi
di terreni e di piantagioni, metrature, cose burocratiche. Fai questo, devi
andare là, appuntamento con quello in ufficio, firmare quello.
Vedo
i primi mercati che ho fatto, i primi incassi con i prodotti della mia azienda.
Non è molto per ora, ma la soddisfazione non ha prezzo.
Sono
ormai alla fine dell'agenda. Purtroppo, ci sono anche pagine un po' amare, di
giorni un po' più pesanti degli altri. Giorni in cui si devono anche
accantonare dei sogni, delle aspirazioni. Giorni di sacrifici. Giorni in cui si
diventa, forse, un po' più maturi, un po' più saggi.
Giorni
in cui, di getto, velocemente, per scaricare la rabbia, scrivo come so
scrivere, in piccolo e in malomodo, con la bic blu:
Quanta vita
persa
che non torna più
Quanta giovinezza
gettata al tempo
che invecchia
senza far rumore
stando fermi
immobili
ad osservare
le proprie utopie
senza rincorrere
con convinzione
i propri sogni
Fa
cagare lo so, ma io non sono un poeta, scrivo per lo più per sfogarmi.
Così
ho deciso di non prendere più l'agenda con le pagine settimanali, quella dove
programmavo tutto, dove programmavo gli esami universitari; non ne avrò più
bisogno.
Ho
preso una moleskine con le pagine tutte bianche. Sarà un po' più eterna.
Ci
sarà più spazio per sogni nuovi, senza la necessità di doverli programmare
dentro un lasso di tempo ristretto e limitato. Ci sarà più spazio per vivere la
mia vita ed essere soddisfatto dei miei sacrifici.
So
che quelle pagine bianche sono già piene di speranza, di una speranza di farsi
riempire da quelle cose che riempivano anche quella che sto per sostituire. Di
Stella, di cose belle, di vita vissuta con semplicità, di felicità e serenità.
Perché le cose più importanti, forse, sono quelle che non sono state scritte, e che non saranno scritte. Sono quelle che vivo e che viviamo ogni giorno, sono quelle che custodiamo gelosamente nel cuore, quelle che ci fanno sentire vivi, quelle per le quali respiriamo a pieni polmoni, e, inconsciamente, ringraziamo qualcuno..
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martedì 27 dicembre 2011
Buon Natale, if you want it.
Ignobile ritardo.
Ma
dai, siate buoni, son passati solo due giorni, mica avrete già perso lo spirito
del Natale.
E
poi se frequentate questo blog da un po', lo sapete, che io ho i miei tempi.
Ma
giuro, vi ho pensato il giorno della vigilia, quello di Natale, ieri, oggi.
Come vi penso spesso, del resto. Anche se non visito spesso i vostri blog, in
questi giorni dicevo: adesso faccio un post veloce..
Ma
tra una cosa e l'altra, tra il lavoro, la vita che scorre, l'influenza, riesco
a farlo solo ora.
Perdonatemi,
ma davvero vi auguro un Buon Natale con tutto il cuore. Un buon Natale che non
finisce a mezzanotte del 25 Dicembre, un buon Natale che sia dentro di voi
sempre, che duri, qualsiasi cosa intendiate per Natale.
Perché
il nuovo sole che ricomincia a prendere vigore il giorno di Natale, non lo fa
solo a Natale.
Perché
le giornate che si allungano in questi giorni di festa, non si allungano solo a
Natale.
Io
penso a questo, al sole che riparte a dare una nuova luce, più forte, alle
giornate che già si allungano, e sono felice. Ogni malinconia viene spazzata
via. Basta poco per essere felici. Se solo ce lo ricordassimo sempre.
Quest'anno,
per mia richiesta, non ho ricevuto nessun regalo a Natale, eppure sono così ugualmente felice!
Chi
è sensibile, chi è di animo buono, non può che apprezzare questi giorni, in
particolare quello del Natale, sia credente o no. Qualcosa si sente nell'aria,
sia anche solo il sole che si rinnova.
Se
solo fossimo capaci di distaccarci dalle abbuffate, dai regali, dai brindisini
privi di contenuti e di ragionamenti, in questi giorni, forse li capiremmo di
più; o forse saremmo spinti a farlo.
Ma
io non voglio certo parlare a vanvera, non voglio rompervi le scatole..
Voglio
solo augurarvi una felicità autentica, voglio augurarvi con tutto il cuore di
vivere al meglio il presente, che è una cosa davvero importante. Senza pensare
al passato o al futuro.
Noi
siamo il presente. Credo dovremmo rendercene conto più spesso, non è così
scontata la cosa. Credo che ogni nostro singolo pensiero, ogni nostra singola
azione, se fatti col cuore e con chiarezza, vivendo in pieno il presente,
restino in eterno, e nel loro piccolo possano migliorare questo mondo che va a
rotoli.
Posso
capire che siano poca cosa questi auguri, fatti in ritardo, tra l'altro, ma
accontentatevi, sono ancora influenzato e rincoglionito.
Vi
lascio con una canzone che cantai alle elementari, alla recita di Natale. Una
canzone, per restare in tema, che va bene anche quando non è Natale, perché se
viviamo con lucidità il presente, se ci ricordiamo sempre che siamo tutti
esseri umani, e tutti uguali, è sempre Natale..
So
this is Christmas
And
what have you done
Another
year over
And
a new one just begun
And
so this is Christmas
I
hope you have fun
The
near and the dear ones
The
old and the young
A
very Merry Christmas
And
a Happy New Year
Let's
hope it's a good one
Without
any fear
And
so this is Christmas
For
weak and for strong
The
rich and the poor ones
The
world is so wrong
And
so Happy Christmas
For
black and for white
For
yellow and red ones
Let's
stop all the fight
A
very Merry Christmas
And
a Happy New Year
Let's
hope it's a good one
Without
any fear
And
so this is Christmas
And
what have we done
Another
year over
And
a new one just begun
And
so Happy Christmas
We
hope you have fun
The
near and the dear ones
The
old and the young
A
very Merry Christmas
And
a Happy New Year
Let's
hope it's a good one
Without
any fear
War
is Over
If
you want it
War
is Over
NOW
Così questo è Natale
e cosa hai fatto?
Un altro anno che se ne va
e uno nuovo appena cominciato
E così questo è Natale
Spero che avrete fortuna
I vicini, i cari
i vecchi e i giovani
Un buon natale
e felice anno nuovo
Speriamo che sia un buon anno
senza nessuna paura
E così è Natale
per il debole e per il forte
Per i ricchi e per i poveri
Il mondo è così sbagliato
E quindi buon Natale
Per i neri e per i bianchi
Per i gialli e per i rossi
Fermiamo tutti i combattimenti
Un buon Natale
e un felice anno nuovo
Speriamo sia buono
e senza nessuna paura
E così è Natale
e cosa abbiamo fatto?
Un altro anno che se ne va
e uno nuovo appena cominciato
E quindi buon Natale
Spero che avrete fortuna
I vicini, i cari
I vecchi e i giovani
Un buon Natale
e un felice anno nuovo
Speriamo sia buono
e senza nessuna paura
La guerra è finita
se lo vuoi
La guerra è finita
adesso
Se
solo poi mi fermassi sempre a pensare di quante guerre creo con me stesso e con
gli altri, nel mio piccolo, di quante volte ferisco con le parole, di quante
volte sgancio bombe atomiche contro me stesso, queste parole avrebbero davvero
un significato tutti i giorni..
La
guerra è finita, se lo vuoi,
La
guerra è finita, adesso..
Buon
Natale di cuore, amici.
Siate
felici!
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mercoledì 26 ottobre 2011
Come quando fuori piove..
L'acqua
ha una sua memoria, questo si sa, e a volte la porta anche in giro.
La
pioggia mi fa venire in mente ricordi che altrimenti non uscirebbero.
Vicini
e lontani.
Dolci,
a volte amari.
Piove
sulla strada dove le castagne, coperte dai loro ricci, sono cadute; le macchine
senza pietà ci vanno sopra, e con la pioggia vanno a formare un unico impasto
marrone.
Un
manto triste, dove l'asfalto nero e umido prende il sopravvento, non appena la
zona di bosco al limite della strada finisce.
Di
tanto in tanto saltellano rospetti, mi sembrano confusi. Cercheranno cosa?
Non
so se per loro è bello e si godono questa pioggia, o se invece se ne vadano a
cercare riparo in vista ormai del periodo più freddo.
Io
mi limito a sorridere, trovandoli buffi, cercando di stare ben attento a
schivarli.
Piove
sul vetro dell'auto che va.
La
radio spenta.
Mi
piace ascoltare il rumore della pioggia, la sua magia.
La
musica delle gocce a cadenza confusa, riesce quasi a coprire anche il brusio
dei miei pensieri,
Mentre
avverto una sottile malinconia, data forse dai finestrini che si illuminano di
mille scintille dai lampioni nella strada, dalla sera buia, dai ricordi che
girano per la testa come le gomme bagnate della macchina sulla strada.
Piove
ancora sul vetro della macchina. Il tergicristallo sembra dare il tempo alla
musica.
Ma
il tergicristallo è solo un trucco, è un'illusione che la pioggia si possa
fermare, che possa essere controllata, nel suo ritmo e nel suo bagnare le cose
tutt'intorno.
La
pioggia ha il suo ritmo, ora va a terzine, ora a quattro quarti. Spesso fa dei
tempi sincopati, dove il tergi si confonde.
È
la pioggia che dirige l'orchestra ora, è lei la maestra. Tutto il resto va a
seguire, come l'umore di certe persone, la loro voglia di fare, i loro
pensieri.
I
miei pensieri.
La
mia voglia di fare. Ora vorrei essere davanti al camino, su una mano una tazza
calda, sull'altra un abbraccio*, ancora più caldo, ad ascoltare il concerto
della pioggia.
Perché
noi uomini ci facciamo influenzare così facilmente, da una cosa in sé banale,
come la pioggia? Da dove viene questa nostra debolezza? Non dovremmo noi essere
i signori di questo pianeta, e dirigerlo in armonia con la natura? E allora
perché una semplice pioggia crea questi cambiamenti in noi?
Forse
abbiamo ancora molto da imparare..
Forse
sono sempre io il solito che si fa troppe domande, che si lascia prendere dai
pensieri..
Piove
anche sui cartelli stradali, ora anche il ticchettio della freccia della
macchina si unisce al leggero scrosciare della pioggia sul vetro e sul
tettuccio, è un rumore un po' più metallico adesso.
Si
spegne il motore.
Piove
sulla pozzanghera dove ho appena inzuppato il piede. [Va in mona.]
Piove
sopra e sotto i lampioni, in contrasto col cielo nero, dove la pioggia che cade
si vede ben distinta, e sembra quasi latte.
Piove
sopra gli ombrelli dei passeggeri alla stazione.
Piove
sugli impermeabili di chi non ha l'ombrello.
Piove
sulla mia testa, sui miei pensieri.
Ma
la pioggia non riesce a fermarli. Mi abbandono ai pensieri più dolci, ai
ricordi più felici.
È
un rumore troppo bello adesso, per sprecarlo con cose tristi.
Piove
sul tetto che sta sopra di me.
Lascio
la pioggia fuori, e tutto il resto dentro..
Striscio
le scarpe sul tappeto che dice,
Welcome,
Grazie,
Entro.
"Ciao!"
"Ciao,
piove ancora?"
"Si,
piove.."
*non
da intendersi come biscotto, anche se non mi dispiacerebbe neanche quello, con
in mano una tazza di thè caldo.. Mmm..
(In
partenza questo post voleva parlare di alcuni miei ricordi legati alla pioggia,
ma poi è uscita un'altra cosa, e sarebbe diventato un poema epico, quindi,
casomai, alla prossima puntata:))
Un
caldo saluto a tutti i Visitors e blog-amici!
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