"Vedo i fiumi dentro le mie vene, cercano il loro mare, rompono gli argini, trovano cieli da fotografare..
Sangue che scorre senza fantasia porta tumori di malinconia.." - F. De Andrè, Un ottico
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domenica 24 febbraio 2013
La terra stanca, sotto la neve..
In questi giorni di copiose nevicate, dove l'unica cosa da fare è spalare per riuscire a mettere la testa fuori dall'uscio di casa, mi passa per la testa questa canzone bellissima.
Dovete sapere che io sono uno di quelli che quando ha un motivetto per la testa, non se lo leva per giorni.
Quindi questo, dato che è un motivetto che, accompagnato da un bel testo, si può definire Buona Musica, lo condivido volentieri.
Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.
Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.
Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.
Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.
La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.
Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.
Condivido anche il video, anche se sono dell'idea che non ci sia niente di meglio che fare propria la canzone che si ascolta, se piace; immaginare le parole, il contesto, l'ambientazione. Immergersi nella canzone. E i video, pur anche solo di immagini, in questo penalizzano sempre.
Un abbraccio nevoso, cari amici!
A.
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mercoledì 6 febbraio 2013
Apriti, Sesamo!
- Un irresistibile richiamo
- Testamento (gran canzone)
- Quand'ero giovane
- Eri con me
- Passacaglia
- La polvere del branco
- Caliti Junku
- Aurora
- Il serpente
- l'ombra della luce
- Danza 1
- Lode all'inviolato
- Mesopotamia
- Prospettiva Nevski
- Il mantello e la spiga
- Nomadi
- La stagione dell'amore
- La cura
- E ti vengo a cercare
- Bandiera bianca/un patriots to arms
- l'era del cinghiale bianco
- Voglio vederti danzare
- Medley anni '70 (Da oriente a Occidente, Aria di Rivoluzione, Propiedad Proihibida)
- Inneres auge
- Cuccuruccucù
- Giubbe rosse
E così, nel teatro dove due anni
fa avevo visto gli Elii, martedì 29 Gennaio sono ritornato per vedere uno dei
più bei concerti visti finora. [E ne ho
visti, eh.]
Ma in questo post
non sarò descrittivo. Non serve.
Prendete i pezzi
della scaletta, (già fantastici di per sé), immaginateveli live, con quattro
archi, due chitarre, basso, tastiere, batteria. Allestimento del palco
semplice, ma d'effetto.
Atmosfera unica.
L'ottima acustica del teatro è solo un optional.
"Giubbe rosse?
Vuoi giubbe rosse? Guarda che la faccio sul serio eh.." - scherzando col pubblico -
Segue scena con i
musicisti che sfogliano spartiti alla ricerca di giubbe rosse, evidentemente
non prevista.
Le canzoni sono
state tante, e intense. Non assicuro l'ordine della scaletta, tantomeno che ci
siano tutte. Ma credo siano quelle.
Se faceva anche
"il re del mondo" e, chessò, "Sarcofagia" mentre era al
sintetizzatore, sarebbe stato il concerto perfetto, ma questi sono gusti
personali.
Lo andavo a vedere
per la prima volta, martedì. Ma vi assicuro che non sarà l'ultima.
Battiato è un
artista unico.
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mercoledì 29 giugno 2011
Bon compleanno Stea..
Vedi, cara Stella,
Questo è un periodo un po' difficile per me, molto impegnativo, privo di tempo libero, quello vero, fatto di calma e serenità.
Ho poco tempo anche per scrivere, purtroppo. Cosa che faccio male, non c'è dubbio, ma che mi piace molto, come sai.
Quindi perdona se non riesco a scriverti parole adeguate, in questo post per te.
Se potessi assolderei volentieri Dante o, chessò, il buon Calvino, per poterti far scrivere degli auguri decenti.
Io faccio quel che posso, lo sai. Mi sto impegnando al massimo.
Ma ho paura che non basti, a volte.
Rubo quanto più tempo possibile a me stesso, ai fiori, a Dio. Per stare con te.
Scendo a patti con le tenebre della notte, per stare con te fino all'alba.
Ma vorrei esserci ancora di più, di quel poco che posso, a farti sentire che sono lì per te, e che è giusto così.
A farti capire che non voglio altro, dal mondo, che questa tua felicità.
Che sono pronto a rinunciare a tutto, del mondo, pur di averti sempre al mio fianco, pur di avere sempre vicino a me la tua anima, che completa la mia.
Sai Stella, è un periodo che a un certo punto non ne posso più di niente e penso, "SCAPPO MERDA, SCAPPO!" e vorrei farlo con te. Solo con te vorrei evadere.
E solo con te riesco a farlo davvero, quando siamo insieme, in quei pochi metri quadrati di attimi di paradiso. Credo che quella felicità che riusciamo a raggiungere insieme sia eterna. Ci resta dentro nel tempo. Dovremmo vivere sempre così.
E vorrei essere re, o imperatore, per dir che oggi è giornata di festa, per far suonar fanfare e campane. Lo so bene che per te, come per me del resto, questo è solo un giorno come tanti altri, che le cose da festeggiare sono altre.
Ma questo giorno è pur sempre un palese segno del tempo che passa, inesorabile, senza voler concedere un attimo in più a nessuno. Ci si guarda indietro a volte, ci si giudica.
Forse non è giusto. Io ripenso ad un anno fa, quando ti ho conosciuta davvero.
Un anno fa non eri ancora per me la persona che sei adesso.
E rispetto ad un anno fa, potrei dire che oggi sei ancora più giovane. Davvero. Per molte cose.
Lascia perdere i segni del tempo sulla pelle. Certo, col tempo sentiremo tutti le gambe più pesanti, avremo più rughe sulla faccia. A te scenderanno un po' le tette, forse. Aumenterà la cellulite, forse.
Machissenefrega!!! A me non piaci per quello, ma per come sei. E io ci sarò sempre, se lo vorrai, mentre il tempo passerà col sole, sui tuoi capelli riflessi di rame. E vorrà imbiancarli.
Perché sei giusta, perché sai pensare, perché sai amare. E queste sono cose che non hanno età. A queste cose non cadono le tette. Sono convinto che l'amore vero può durare in eterno. E non invecchia mai.
Sono qui per coltivare con te quella felicità, vera, che è sempre giovane, dentro di noi. E perché ci sia tutti i giorni.
Se stiamo insieme, non dobbiamo avere paura del tempo che passa.
Volevo solo scriverti due righe sai, veloci. Ma come al solito poi mi faccio prendere e sconfino in cose noiose e forse in questo caso anche un po' melense. Questo lo odio.
Odio le melensaggini gratuite. Mi dispiace per chi legge.. Chiedo scusa. Anzi no, cazzi vostri.
Purtroppo scrivo come sono.
Volevo scriverti solo due auguri sinceri, in fondo.
Un buon compleanno. Perché di più non posso fare..
E lasciarti con un pezzo, di quel Guccini che ci ha fatto conoscere e avvicinare.
Giusto giusto un anno fa, quando questo pezzo l'abbiamo sentito live..
Uno di quelli che più ti piace..
Bon compleanno Stea!
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giovedì 23 giugno 2011
Fotografia di Montagna
Le campane dell'abbazia di Montetortore suonano. Non le avevo mai sentite suonare prima, in otto anni che abito qua.
Mi rendono felice, mi mettono il buonumore. Vorrei poter fermare l'attimo in cui suonano.
Suonano a mezzogiorno ho notato oggi. Mentre io sono ancora nel campo, a lavorare. Suonano l'ave Maria, partono con quella.
La cosa buffa è che io me ne stavo canticchiando "Highway to hell", e poi mi sono ritrovato a canticchiare l'ave Maria. Senza rendermene conto.
È che uno quando è felice canta. Quando sta bene canta.
Ed è successo questo. Che mi sono ritrovato immerso nella pianura, da bambino.
Nel retro della casa di mia nonna, a Villadose. Da lì si vedeva il campanile della chiesa.
Da lì la sera, verso le sei, se ben ricordo, le campane suonavano la stessa melodia.
Mia nonna la cantava. Io no, forse di tanto in tanto quel ritornello, di certo molto melodico e intonabile. Poi me ne tornavo a giocare col pallone, facendolo rimbalzare sul muro, mentre le campane continuavano a suonare.
Mi piaceva però quell'atmosfera, anche se non cantavo.
Mi piaceva l'aria che respiravo dietro quella via, guardando il campanile dal basso verso l'alto. Guardando le campane che suonavano, il batacchio che picchiava ora qua, ora là.
E il campanile mi sembrava un gigante, immenso.
Mi ricordo che mi rattristava un po' quando smettevano, e io tornavo a dare calci al pallone con aria diversa, percorso da quella sottile, leggera malinconia, forse nel giocare da solo col muro, in quei momenti, forse data dall'assenza e dalla stessa attesa di mia mamma o del papà, che di li a poco sarebbero tornati a prendermi.
Ora penso a tutto questo con un filo di nostalgia, con una malinconia dolce.
Che svanisce quando queste campane smettono di suonare. Quando mi accorgo che per un attimo ho cantato quella stessa melodia che mi piaceva quand'ero bambino.
Smettono e ritorno subito grande, d'improvviso. In fondo hanno suonato solo due minuti, anzi forse solo uno.
Quanto basta per aver provato quelle emozioni. Per essermi fatto attraversare da dolci ricordi infantili e spensierati.
Ora le campane sono quelle di un'altra chiesa, di un altro paese, di un'altra provincia.
Ora in mano ho una zappa. Ora sto lavorando.
Ora forse, provo emozioni molto più forti, anche se dolci.
Vorrei fermarli questi attimi. Di solito uso la macchina fotografica.
Ma fotografare le emozioni e i ricordi che ti attraversano il cuore e il cervello mentre suonano le campane, purtroppo, non si può.
Potrei fotografare le campane, si. Ma sarebbero solo campane come tante.
È il viverle le cose, sentirle, che le rende diverse. Speciali.
E qua in montagna per me, è spesso così.
Sono attraversato da cose magnifiche, bellissime, da emozioni splendide.
Che non si possono fotografare, ahimè.
Qua ogni giorno sarebbe da scrivere..
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lunedì 13 giugno 2011
Repubblica democratica
E la sovranità appartiene al popolo.
Si si, proprio così!
Si, Si, Si, Si.
Io sono uno di quelli che esulta solo dopo che la partita è finita, solo quando ha una certa sicurezza di un risultato.
E non abbiamo fatto la rivoluzione, quella non siamo ancora capaci, perché siamo ancora parecchio tonti, in verità.
Però per un pochino cominciamo a svegliarci, e per oggi, quella che dovrebbe essere una cosa normale, ergo l'esercizio del nostro diritto, come popolo, di avere il potere e di esercitarlo, ci sembra una rivoluzione.
Nel suo piccolo lo è: dove la tv e chi doveva fare informazione non la faceva, i singoli cittadini - quelli responsabili e che amano davvero il loro Paese- si sono uniti e sono diventati Popolo.
Popolo con le balle piene, popolo desideroso d'aria nuova, popolo che si vuole riprendere quello che da troppo tempo gli si sta togliendo piano piano in silenzio.
Popolo che ha il potere ed è da esempio. Una volta tanto siamo da esempio agli altri paesi dell'UE e del mondo.
Una volta tanto sono orgoglioso e fiero d'essere italiano.
Di essere una singola cellula che compone il Popolo.
Popolo né di destra né di sinistra; semplicemente, Popolo.
Popolo che se volesse farebbe imbiancare di paura i parrucconi e gli onorevoli (disonorevoli) che hanno davvero il potere.
Non lo so, in rete ce ne saranno a migliaia ormai di post come questo,
Anzi questo è scritto di fretta, anche..
Solo volevo esprimere la mia felicità per un risultato in cui speravo moltissimo.
Forse non ci sono neanche riuscito..
Ma sono felice.
E vi ringrazio. Vi ringrazierei singolarmente se potessi e se avessi il tempo.
Menzionandovi tutti.
Grazie a noi!
(poi ne approfitto anche per farmi vedere sul blog.. Dopo un'assenza biblica, accidenti!)
Ciao a tutti, visitors e amici!
Ma che forse, dopo centocinquant'anni, ci stiamo riprendendo davvero l'Italia?
Di certo questo si che sarebbe un bel regalo da farle.
Spero che ci si stia svegliando davvero.
"..Alla riscossa stupidi, che i fiumi sono in piena, potete stare a galla.." (F. Battiato, Up patriots to arms) (magari non è la più azzeccata per il momento, ma è tutta oggi che ce l'ho per la testa..)
Ah beh poi c'è anche questa...
PEOPLE HAVE THE POWER!!!
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venerdì 18 febbraio 2011
Parole (quasi) romantiche e adolescenziali - mezzi anniversari #1
Credo sia stata ieri
Quella sera d'estate
Prima che partisti per spiagge sconosciute
Davamo fiato ai nostri pensieri
Sapevamo che era tardi, era già la mezza
E tu dovevi partire presto la mattina dopo
Dovevamo salutarci, ma credo entrambi non volessimo,
Ci saremmo mancati in fondo, meglio stare lì un altro poco.
In macchina, a parlare, ascoltando quel CD dei Van Halen
A me piacciono, a te non troppo, ma chi se ne frega poi..
Mentre gira quel disco io vorrei solo che il tempo non passi.
Che restassi. Tu. Il tempo. Restate! Ma non so cosa fare...
Parlarti, cantare, baciarti; e se poi te la prendi male?
Io un paio di baci ho già provato a darteli tre giorni fa
Ma non ho mica capito un cazzo di cos'hai pensato
Il giorno dopo hai preferito non vedermi
Però siamo qua, vicini. Molto vicini. Quindi?
Quindi penso, qua è meglio stare fermi.
Anzi scusa per quei due baci a stampo mentre ti salutavo.
Scusa per l'espressione da ebete che poi avevo.
È che non sono mai stato così bene con nessuna prima.
Ma mica posso dirti anche questo! Sono un duro io! Certo!
E poi insomma dimmi qualcosa anche te, fammi capire!
Ma cazzo è tardi! E tu, lo so, devi partire.
Ed è così che ti è uscito quel bacio. Il più bello. (Mettetemi in freezer che mi sto sciogliendo)
Ed è così che ci siamo baciati per la prima volta
E tu hai avuto la brillante idea di prendere un pezzo
Del mio cuore e portarlo con te nel viaggio.
Un pezzo di me così importante dentro una borsa
Sicuramente molto fashion sulla spiaggia a passeggio.
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martedì 21 dicembre 2010
Musica in fila
Era da un po' che mancavo dal mondo bloggoso, lo so, e me ne scuso.
Vorrei scrivere un post sul Natale e sull'aria natalizia, ma ce ne sono ormai già troppi in giro. E tutti uguali. Vorrei leggervi e commentarvi tutti e sempre, ma non ce la faccio. Non ho avuto tempo. Odio non avere tempo.
E detesto ancora di più chi il tempo me lo fa perdere. Ecco cosa mi ha dato l'ispirazione nello scrivere questo post, magari inutile, se credete.
La gente che mi fa perdere il tempo, e la pazienza, di conseguenza.
Già, perché venerdì dai monti scendevo in quel di Modena per concedermi un bel giro in compagnia. Compagnia davvero speciale, di quelle a cui dedico tutto il tempo che posso avere, anche quello che non ho. Fino a Modena viaggio normale e fluido..
Poi.. Non so se avete presente la rotonda dell'uva..
Ecco.. Da li a piazza Roma, sede della famosa Accademia militare di Modena, dove abbiamo parcheggiato, beh sono più o meno 5 dico cinque chilometri.
Li abbiamo fatti, non ci crederete, in ben QUATTRO ORE ABBONDANTI! Il tutto perché scendeva qualche fiocco di neve che noi montanari ci ridiamo sopra; ma che evidentemente alla gente di pianura scatena un panico dentro che li manda in un caos mentale incredibile. E non vanno più avanti! Quattro ore di fila in città che hanno messo a dura prova i miei nervi e il mio spirito natalizio, diciamo.
Fortunatamente, ero in buona compagnia; e fortunatamente, c'era una cosa che nei momenti difficili mi tira sempre su: LA MUSICA! Ecco dunque la colonna sonora di questa traversata sul filo dei nervi:
dato che eravamo in clima natalizio, il tutto era iniziato ascoltando qualche canzone di Natale degli Elii, da "Baffo Natale Compilation":
"Christmas with the yours, Easter what you want, peace between Blur and Oasis.."
(Questa se non l'avete mai sentita, ascoltatela se riuscite, perchè merita, vedi testo:))
"Natale allo zenzero, presepe allo zenzero, tanti auguroni allo zenzero.."
poi, sempre nel CD che avevo fatto, c'era il nuovo album di Elisa, e ovviamente quelle in italiano ce le cantavamo tutte:
(Un album Ivy che consiglio a chi piace Elisa, con le canzoni più belle riarrangiate, un paio di inediti e tre cover interessanti.. a me piace!)
Poi, spenta l'autoradio per essere più concentrato nella disperazione della fila, il passeggero ha avuto l'idea di cantare a cappella le canzoni di Natale che conoscevamo:
(Senza dubbio le cantano meglio Sinatra&Co.. ma anche noi non eravamo niente niente male!)
Poi vengono altre due canzoni, particolari, che hanno origine da domande fatte durante l'interminabile fila, tra un'imprecazione natalizia e l'altra:
(Si, perchè è una delle mie canzoni preferite; perchè gli AC/DC ci stanno sempre; e soprattutto perchè, anche se non era un'autostrada, durante la fila era comunque una strada infernale!)
Poi, poco prima di arrivare (quaranta minuti prima) è uscita anche questa:
"È bello ritornar normalità, è facile tornare con le tante stanche pecore bianche; scusate, non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera.." Una delle canzoni che mi ha fatto innamorare di Guccini..
E poi in ultima, ma non in ordine d'importanza, la canzone che ho cantato per tutto il viaggio, per tutto il week end, che non mi è ancora uscita dalla testa. la canzone che più volte il passeggero mi ha chiesto di smettere di cantare, ma era più forte di me:
"Simpatia, simpatia, sembra quasi che non ci sia.. e invece c'èèaaa! Yeah!"
Ecco alla fine di tutto ciò, una volta parcheggiato, sono finalmente riuscito a godermi quello per cui avevo affrontato il viaggio: qualche attimo di pace e tranquillità, momenti di felicità e serenità. Quelli di cui la nostra vita dovrebbe essere piena.
Anche e soprattutto a Natale :)
Ora e sempre.. God bless music!
Vi lascio con un paio di foto di Modena innevata:
Uno dei simboli di Modena, la Pedra Ringadora,
E il palazzo comunale, sempre in piazza grande..
Buon inizio settimana a tutti!
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martedì 31 agosto 2010
Questo mondo ha bisogno di Rock'n'Roll
Questo mondo ha bisogno di gente che pensa!
Ha bisogno di fratellanza, d'uguaglianza; ha bisogno di giustizia!
Ha bisogno di sentimenti sinceri, puliti; ha bisogno d'emozioni vere, di quelle che scaldano con poco.
Questo mondo ha bisogno di energia verde, pulita, di quella che non lo rovina.
Questo mondo ha bisogno di Rock'n'Roll. Di molto Rock'n'Roll. Di quello che ormai in pochi sanno ancora fare.
![]() |
| (A parte la foto a tema, questo è uno dei migliori album dei Pitura Freska, consigliato anche a chi non è veneto :)) |
Ha bisogno che qualcuno coltivi con amore la sua terra. Perché la terra ha molto amore da dare.
Ha bisogno di poesia, perché lui stesso è poesia; di quelle che spesso non si capiscono.
Di quelle magari ermetiche, dove dentro c'è l'infinito.
Questo mondo ha bisogno d'essere capito.
Come ogni forma di vita che lo abita, del resto.
Come tutti noi.
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venerdì 20 agosto 2010
Changes (in the mountains)
Bene. Era da un po' che pensavo di farlo. L'anno scorso credo di averci anche provato, ma avevo fatto un disastro con l' HTML e quindi lasciai invariato il template del blog, dicendomi: questo è, e questo resta, a vita!
E invece no. L'ho cambiato. Stavolta ufficialmente. Anche grazie a Blogger che ha reso tutto più facile, e soprattutto ha dato la possibilità di caricare una propria immagine: ho sempre voluto avere le mie montagne di sottofondo sul mio blog. Bene, ora ci sono. L'idea è quella di cambiare l'immagine con cambiare delle stagioni. Ma non vorrei fare troppi casini, l'aver cambiato template, dopo ben due anni e mezzo di blog, è già un traguardo importante! Ora non resta che continuare a scrivere, sperando che i quattro gatti che fin qui mi hanno letto, continuino a farlo, e apprezzino lo sforzo immane del cambio di veste del blog.
Non posso che lasciarvi con una canzone a tema, di un artista che mi piace molto...
Ciao Visitors, e buon fine settimana!
E invece no. L'ho cambiato. Stavolta ufficialmente. Anche grazie a Blogger che ha reso tutto più facile, e soprattutto ha dato la possibilità di caricare una propria immagine: ho sempre voluto avere le mie montagne di sottofondo sul mio blog. Bene, ora ci sono. L'idea è quella di cambiare l'immagine con cambiare delle stagioni. Ma non vorrei fare troppi casini, l'aver cambiato template, dopo ben due anni e mezzo di blog, è già un traguardo importante! Ora non resta che continuare a scrivere, sperando che i quattro gatti che fin qui mi hanno letto, continuino a farlo, e apprezzino lo sforzo immane del cambio di veste del blog.
Non posso che lasciarvi con una canzone a tema, di un artista che mi piace molto...
Ciao Visitors, e buon fine settimana!
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mercoledì 4 agosto 2010
Pensieri sulla collina
A volte penso che vorrei essere proprio come quel suonatore Jones:
Vorrei donare la faccia al vento, la gola al vino
E mai un pensiero
Non al denaro, non all'amore, né al cielo.
So che vivrei davvero sereno.
E senza nemmeno un rimpianto.
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lunedì 26 luglio 2010
Nuvole senza Messico
'Sera Visitors! Non vi sto a dire chi sia codesto Giorgio Canali, non importa. Però pubblico questa canzone, tratta dal suo ultimo album (Nostra signora della dinamite).
Senza farvela troppo lunga, è una canzone che ultimamente mi piace parecchio. Punto e basta.
Mi siedo qui, sono stanco
La vita, l'universo, tutto quanto..
Sulla sponda del fiume prego il vostro dio
che il prossimo cadavere che passa non sia il mio.
Ammiro improbabili prove di volo
paracadute difettosi, fiori rossi al suolo,
è la vita che va, è la vita che va, è la morte che viene
ma un tenore di morte, è un lusso che non mi appartiene.
In fondo alla notte, la fine del viaggio, una vita al di là
del male e del peggio e canto
Nanana nanana nanana nanana nana, nanana nana, per farmi coraggio
E ripenso alle due o tre cose che mi fanno stare meglio:
morirti fra le labbra, e un sorriso al risveglio
è la vita che va, è la vita che va, è una piccola morte che
viene,
esercizi di stile che scorrono nelle vene
.. ..
E chissà quando guarirà questo cuore anoressico
Condannato per l'eternità a girare in tondo, in tondo, e in
tondo, in tondo
Che risposte ci suggerirà questo vento dislessico
Che porta con se solo nuvole, nuvole, nuvole senza Messico
.. ..
Nel lento e inesorabile precipitare degli eventi
Quale magia fa si che ancora si canti:
Volare oohoh volare oohoh
E che poi ci si perda nel blu dipinto di merda
Ammiro gli inutili segni di croce
di chi aspetta la guerra per morire in pace
è la vita che va, è la vita che va, è la morte che viene
è la consolazione del morire insieme
e riciclo parole, riciclo pensieri, riciclo la mia faccia
riciclo un'immagine di te fra le mie braccia e canto
Nanana nanana nanana nanana nana, nanana nana, sotto la doccia
E ripenso alle due o
tre cose che mi fanno davvero:
annegarti negli occhi, rubarti il respiro
è la vita che va, è la vita che va, un'altra piccola morte che viene,
esercizi di stile, dentro le vene
.. ..
E chissà quando guarirà questo cuore anoressico
Condannato per l'eternità a girare in tondo, in tondo, e in
tondo, in tondo..
Che risposte ci suggerirà questo vento dislessico
Che porta con se solo nuvole, nuvole, nuvole senza Messico
E che voglia di piangere ho.
domenica 4 luglio 2010
Calde sere emiliane, temporali improvvisi e Guccini
È davvero impressionante come un temporale possa cambiare l'ordine delle cose in un batter d'occhio. E come abbia cambiato la giornata di oggi: dall'immobile calura soporifera al vento che sbatteva tutto quello che trovava mentre Giove pluvio scatenava giù pioggia e tuoni. Non mi dispiace, se devo dire la verità. Un po' di freschezza, anche se violenta, ci voleva!
Anche se mi avrebbe fatto più piacere ieri sera, che quando ti metti a fare tipo 210 pizze attaccato a un forno, un po' di fresco farebbe piacere. Ma non si può avere tutto dalla vita, a parte correre subito a casa per farsi una doccia fotonica ghiacciata appena finito il lavoro.
L'estate è bella anche per questo, anche quando te sei fuori e il sole di mezzogiorno ti batte forte sul coppino. Che quando fa così penso a chi sta in pianura: come fanno? Come staranno quelli che in quel momento si trovano tipo a Rovigo, tra afa e zanzare? E gli altri di Modena? Chissà come son messi..
Di sicuro qua in montagna si sta meglio e si soffre meno, anche da un punto di vista climatico, nessun dubbio!
E a Modena ci siamo giusto scesi l'altra sera, e faceva caldo, molto caldo, ma ne è valsa la pena. Il 106 express parte regolarmente da Roffeno's Rock e fa tappa a Zocca City e Spilamberto, per caricare i compagni di concerto Erica ed Alle, e arriva senza intoppi in quel di Modena. Il concerto era ovviamente quello del maestrone Guccini, grande evento, e data quella del 30 giugno di cui mi ricorderò sicuramente a lungo.
Modena devo dire è sempre bella, e la piazza per l'occasione era gremita. Ho letto su alcuni articoli dire di seimila, settemila, addirittura ottomila persone. Ho letto pure che c'erano il Liga, Vinicio Caposela, Vasco (Vasco?) Enzo Iacchetti ecc.
Ma non li ho visti, io ero la per vedere il Guccio e devo dire mi sono divertito un bel po'. Concerto fantastico! Ovviamente cominciato con Canzone per un'amica. Degno di nota il momento in cui Guccini ne stava parlando per introdurla dicendo "Eravamo.." e durante la pausa (probabilmente indotta dai fans) io e uno sconosciuto seduto vicino abbiamo intonato Cara ti amo degli Elio: "Eravamo fidanzati... Po o o o oiiiiii" poi il Guccio ha ripreso il discorso.. "Eravamo a Milano per registrare il disco..." e il concerto è iniziato.
Ed è proseguito con Il tema, Noi non ci saremo, la Canzone delle osterie di fuori porta, Canzone quasi d'amore, Ti ricordi quei giorni, Incontro, nonostante il pubblico avesse richiesto a gran voce Piccola città (e pure io ci speravo); Farewell, Eskimo e due inediti molto belli: il testmento di un pagliaccio e Su in collina, canzone tradotta da una poesia bolognese sulla Resistenza. E poi via con altri capolavori: Don Chisciotte, cantata con Flaco, Il vecchio e il bambino, Auschwitz, Dio è morto, Cirano e ovviamente in chiusura la Locomotiva. Le ultime tre devo dire le ho cantate con molto piacere.
Il buon Guccio era in forma, non ha risparmiato battute e dialoghi col pubblico, e durante il concerto son venuti fuori anche due siparietti davvero divertenti: uno è stato l'esecuzione di Vince Tempera di "Ufo robot", l'altro, che secondo me è stato una vera chicca, l'esecuzione di Guccini con un amico modenese di vecchia data di Be bop a lula, vecchio pezzo di Rock classico, dove Guccini ha tirato fuori un inaspettato stile roccheggiante.. E devo dire buona parte del concerto lo è stata, roccheggiante, più veloce e apprezzabile delle canzoni in studio. Talmente veloce che il concerto è passato davvero in fretta e, nonostante le proteste del pubblico, a mezzanotte meno dieci Guccini ha sfoderato La locomotiva: e vedere i pugni alzati di gente dai venti ai sessant'anni sembra davvero qualcosa di incredibile...
Poi dopo il passaggio della locomotiva erano rimaste soltanto bottiglie di vino vuote e carte varie sui sassi della piazza modenese...
E io continuavo a canticchiarmi le canzoni del Guccio..
Una bella serata emiliana, insomma, calda ma bella! Il giorno dopo c'è chi doveva studiare e chi si doveva alzar presto per lavorare, ma ne è valsa la pena.
E anche qui, ora è tornato bello, il temporale di prima mentre scrivevo si è spostato altrove, ed è tornato il sole.
Mi sa che si prevede un'altra calda serata emiliana...
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venerdì 21 maggio 2010
AC/DC, Udine - 19/05/2010
È una di quelle date che rimarrà nei ricordi per un po'. Per l'emozione e l'adrenalina del concerto, per il viaggio, per il Rock sprigionato dalle casse del Friuli, per l'assolo di venti minuti di Angus.
Già, Angus.. quanti anni ha? 55? Balle! Suonare "Let there be Rock" in quel modo, prolungandola all'estremo con un assolo infito (seppur interrotto di tanto in tanto da ironici dialoghi col pubblico) non è roba da quell'età.
Ma andiamo per ordine...
Partenza ore 8 da Roffeno's Rock, con molta calma (forse l'unica volta in vita mia in cui partivo con così largo anticipo ed ero sicuro di non arrivare in ritardo) con sosta veloce a Zocca city per fare rifornimento di cibo e benzina; poi via verso la volta di Spilamberto e Modena per caricare i compagni di Rock e prendere il pullman che ci avrebbe portato in quel di Udine. Pullman partito alle 11 in mezzo alla pioggia e arrivato alle 15 col sole friulano. Spettacolo!
Così dopo la sosta pranzo, un giro in centro storico e poi via verso lo stadio: alle 20 circa era ancora pieno di gente che doveva entrare; abbiamo trovato un metodo fortunoso per accorciare i tempi dell'attesa e andarci a sedere in fretta. Ma se c'è una cosa che non mi è piaciuta è stata forse l'organizzazione e il modo ultralento con cui è stata fatta entrare la gente... per il resto è stato spettacolo...
Finito lui, sono state messe un po' di canzoni sulle casse, aspettando che salisse sul palco l'altra band. Si, il gruppo spalla degli AC/DC... Le Vibrazioni... (ahahahahhahahahahahahahaah!!!)
Grazie al cielo poi le Vibrazioni hanno lasciato il palco, e già mi aspettavo che sbucassero da un momento all'altro gli AC/DC.. invece l'attesa è stata lunga, almeno mezz'ora.. Poi, all'improvviso...
Le luci del Friuli si spengono, e si vedono solo le migliaia di corna rosse lampeggiare sulle tribune e sul prato; nel mentre parte la proiezione del cartone animato che vede Angus come protagonista alla guida del treno del Rock.. che ovviamente spunta con effetto sul palco con un gran botto e fa partire il primo singolo dell' ultimo album... "Rock'n'Roll train"... OK, IL CONCERTO È INIZIATO!!!
E, per farvela breve, prosegue con il Rock degli AC/DC e i riff della Gibson SG che escono dalle casse dello stadio ed entrano nei timpani di noi migliaia di fans.. con le seguenti canzoni:
- Hell ain't a bad place to be
- Back in black, una delle canzoni dove il Friuli si è letteralmente scatenato!!!
- Big Jack
- Dirty deeds done dirt cheap- Shot down in flames
- Thunderstruck, apprezzata anche dal buon Alle che nel frattempo si rompeva le scatole causa i poco quieti e rispettosi slavi che aveva dietro di sè...
- Black ice
- Hells bells, e come da tradizione, quel fulminato di Brian Johnson prende la rincorsa e suona la campana dell'inferno...
- Shoot to thrill, dalla colonna sonora di "Iron man 2" (e per questo speravo avessero in scaletta anche "Razor Edge", ma il pezzo successivo è un altro del nuovo album,)
- War Machine, con un cartoon ad effetto molto Rock'n'Roll proiettato mentre la canzone veniva suonata...
- You shook me all night long... c'è poco da dire.. spettacolo... con tutto lo stadio che cantava all'unisono insieme a Brian Johnson...
- T.N.T., come se lo stadio non fosse venuto giù abbastanza, ci siamo riproposti tutti con l' "Hoy, Hoy, Hoy.." della dinamite ad accompagnare la Diavoletto di Angus...
- Whole lotta Rosie, con l'immancabile bambolona gonfiabile che teneva il ritmo della canzone...
- Let there be rock: bene, e qui Angus fa vedere che 55 anni li ha solo all'anagrafe (forse), e come se avesse suonato fino a li solo 5 minuti... suona un "Let there be rock" che non avevo mai sentito così pesa... Gibson SG dura e cruda al 100% che accompagna Angus in un assolo di 20 minuti, seppur di tanto in tanto brevemente interrotto dal suo gesticolare ironico col pubblico del parco, anzi dello stadio.. dato che tutti e tutto lo stadio urlavamo appena Angus chiedeva sostegno...
E come ai tempi d'oro, innalzato su un trabatello meccanico sul palco, continua il suo assolo roteando steso a terra. E come se lo spettacolo non bastasse... Bum! Esplosione di coriandoli che mettono fine all'assolo. E al concerto.. per i creduloni...
Ma non è un concerto AC/DC senza "Highway to hell", una delle mie preferite in assoluto, e allora ecco che le luci si riaccendono e la band torna sul palco. E lo stadio torna ad esplodere, dato che tutti cantavamo la mitica canzone..
Ed è esploso definitivamente con "For those about to rock, we salute you", che con le sue cannonate ha messo definitivamente fine al concerto dell'anno. Già, "per quelli che stanno per fare Rock, noi rendiamo onore!"
E onore agli AC/DC allora che hanno fatto un concerto da paura, hanno spaccato di brutto e.. non lo so.. finchè non li vedi live non lo puoi capire... c'è poco da dire!!!
Io ho ancora la Diavoletto che mi ronza nel cervello... fate voi...
Ho ancora l'emozione nel sentire le mie canzoni preferite amplificate il limite del possibile dentro lo stadio, nel vedere Angus dal vivo fare la duckwalk sul maxischermo, nel vedere e sentire tutto lo stadio che canta la stessa canzone...
Forse ho ancora sulle spalle anche un po' di stanchezza dovuta al ritorno e all'intera giornata in generale faticosa visto il poco sonno avuto dopo ma...
Ne è valsa la pena...
Eccome se ne è valsa la pena...
Rock'n'Roll visitors!!!
Ah.. dimenticavo.. i fuochi d'artificio finali...
(Highway to hell)... ovviamente cliccare sulle immagini x ingrandirle ;-)
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